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Aumenti in busta paga e pensioni più “ricche”: la sorpresa di Natale della Manovra.

Entro dicembre il Parlamento è chiamato ad approvare la legge di bilancio e decidere come usare la dote di 8 miliardi stanziata dal governo. Sul piatto il taglio delle tasse per 7 milioni di Italiani e la rivalutazione di 22 milioni di assegni previdenziali.
8 miliardi, è questo il peso del Fondo Fiscale stanziato per la Manovra 2022 e sarà il Parlamento a decidere come spendere la dote. L’ipotesi è che possano essere usati per ridurre il peso dell’Irpef. Oppure potranno essere impegnati per alleggerire il peso dell’Irap?
In vista dell’inizio della discussione sulla legge di Bilancio per il 2022, l’Ufficio studi della Cgia “non ha dubbi: la riduzione deve interessare l’Irpef e non l’Irap. Il taglio dell’Irpef, infatti, eleverebbe le buste paga e le pensioni degli italiani, favorirebbe i consumi e, molto probabilmente, contribuirebbe ad aumentare il fatturato degli artigiani e dei piccoli commercianti che vivono quasi esclusivamente di domanda interna, sottolinea la Cgia. Destinare il taglio solo all’Irap, invece, premierebbe le grandi imprese, visto che negli ultimi anni alle piccole e alle micro aziende il peso dell’imposta regionale sulle attività produttive è stato alleggerito significativamente”.

Chierchia, segretario generale della Ciisa, è del parere che tutte le risorse appostate per ridurre le tasse che servano a ridurre l’Irpef a vantaggio di lavoratori dipendenti e pensionati devono essere utilizzate per la riduzione dell’IRPEF.

“Questo passo è utile, per concedere a tutti gli aventi diritto, in un momento dove tutti i prezzi stanno subendo una crescita sproporzionato e le pensioni ed i salari in tanti anni hanno solo subito tagli, di ricevere una boccata d’ossigeno”, lo dice il segretario della Ciisa, Chierchia.

Continua Chierchia, “Bisogna concentrare tutti gli 8 miliardi del Fondo Fiscale per abbattere il cuneo fiscale e concentrarsi di più sulle prime aliquote Irpef, l’obiettivo deve essere quello di sostenere non solo i ceti medi, ma concedere alle fasce deboli, una no tax area almeno a 10.000,00 € ed una abbattimento maggiore, solo così si potrà dare una spinta al Paese per un’economia bilanciata”.

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