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Pace fiscale: il Mef stoppa in extremis la scadenza di domani.

Il primo atto di politica economica del Governo Draghi è un “comunicato legge”. Il suo obiettivo, anticipato sul Sole 24 Ore di ieri, è quello di garantire agli 1,2 milioni di contribuenti interessati alla rottamazione ter e al saldo e stralcio, che il mancato rispetto della scadenza di lunedì 1° marzo per il pagamento delle rate rinviate dai decreti anti crisi, non comporterà la decadenza dalla definizione agevolata. Il prossimo decreto con i nuovi aiuti all’economia, che dovrebbe arrivare in settimana in consiglio dei ministri, riscriverà anche il calendario della pace fiscale.

Le prossime ore saranno decisive anche per scegliere quale seguire tra le tantissime ipotesi tecniche per la nuova tornata di aiuti all’economia. Il perimetro obbligato è quello del Temporary Framework. In questo scenario si studia il sistema per garantire a chi abbia subito nel 2020 una perdita di fatturato sopra una certa soglia (il 33%) un sostegno che copra almeno il 20-25% di questa caduta. Saranno le prime riunioni politiche della nuova squadra a cercare nelle prossime ore una strada tenendo conto di fatto che le risorse non sono infinite e i 32 miliardi di deficit servono anche per le misure su lavoro, sanità , scuola ed enti locali.

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