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CASO PRATO, CIISA PENITENZIARI: GLI ATTI PRIMA DEI GIUDIZI. NESSUN PROCESSO MEDIATICO.

La Federazione CIISA Penitenziari, alla luce degli ultimi sviluppi dell’inchiesta relativa all’episodio avvenuto il 16 agosto presso il Pronto Soccorso di Prato, ritiene necessario ribadire una posizione chiara: nessun processo mediatico e nessuna anticipazione di responsabilità prima della conclusione dell’iter giudiziario.

Il GIP di Prato, su richiesta della Procura, ha disposto nei confronti dell’agente della Polizia Penitenziaria la misura cautelare dell’interdizione dal servizio per quattro mesi. Nell’ambito dello stesso procedimento vengono contestate all’indagato anche due ipotesi di falso, mentre permane la contestazione di tentato omicidio.

La Federazione CIISA Penitenziari prende atto degli sviluppi giudiziari riportati dagli organi di informazione, senza entrare nel merito delle dichiarazioni rese dall’agente e senza formulare valutazioni personali sulla loro attendibilità.

Secondo quanto riportato dalle fonti pubbliche, alcune circostanze contenute nella ricostruzione dell’indagato sarebbero risultate non coerenti con le immagini acquisite durante le indagini. Saranno tuttavia gli organi competenti, sulla base degli atti e delle prove, a stabilire il reale significato di tali elementi e le eventuali responsabilità.

La Federazione CIISA ritiene fondamentale mantenere una netta distinzione tra le contestazioni formulate dalla Procura, la misura cautelare disposta dal GIP e l’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

Una misura cautelare non equivale a una sentenza definitiva di condanna e le contestazioni formulate nell’ambito delle indagini dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni previste dall’ordinamento.

“Come CIISA Penitenziari – dichiara il Segretario Generale, Dott. Romeo Chierchia – non intendiamo sostituirci alla magistratura e non intendiamo giudicare il collega attraverso i mezzi di informazione. Il nostro compito è tutelare gli appartenenti al Corpo, ma tutela non significa negare gli accertamenti della magistratura.”

“Non entriamo nel merito della versione fornita dal collega. Se vi sono elementi che la Procura e il GIP hanno ritenuto non coerenti con le immagini acquisite, saranno gli organi competenti a stabilirne definitivamente il significato. Noi riteniamo che ogni elemento debba essere valutato attraverso gli atti, le prove e le garanzie previste dalla legge.”

La Federazione CIISA Penitenziari ribadisce quindi di non chiedere sconti, privilegi o impunità per nessuno, ma esclusivamente il rispetto dei principi dello Stato di diritto.

“Se ci sono responsabilità – conclude il Dott. Romeo Chierchia – dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Se vi sono elementi ancora da valutare, dovranno essere valutati nel rispetto delle regole. La Polizia Penitenziaria ha bisogno di verità, legalità e professionalità, non di processi celebrati sui social o attraverso i titoli giornalistici.”

Nota: le informazioni riportate si riferiscono agli sviluppi del procedimento giudiziario comunicati dagli organi di informazione e dalle fonti pubbliche. La posizione dell’indagato e le eventuali responsabilità dovranno essere valutate nelle competenti sedi giudiziarie.

CIISA PENITENZIARI
Dott. Romeo Chierchia
Segretario Generale

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